A Palermo accade anche questo: dopo mesi (o anni) di segnalazioni, fotografie, denunce dei residenti e articoli che raccontano quotidianamente il caos di alcune aree commerciali cittadine, il Comune, ogni tanto, annuncia con enfasi di aver scoperto irregolarità in corso Finocchiaro Aprile.
L’operazione di controllodi questa mattina ha portato all’accertamento di numerose violazioni amministrative e sanitarie, con sanzioni per un totale di 12.752 euro, sequestri di merce e attrezzature e il deferimento di tre titolari all’Autorità giudiziaria.
Nel dettaglio, gli agenti hanno contestato difformità nelle autorizzazioni commerciali, assenza della documentazione sanitaria prevista e occupazioni di suolo pubblico prive delle necessarie autorizzazioni. Sono stati sequestrati circa 1.000 chilogrammi di frutta e ortaggi, 350 chilogrammi di prodotti da forno non edibili, oltre a ombrelloni e rastrelliere utilizzati per l’esposizione della merce.
I controlli hanno interessato anche attività commerciali in sede fissa, dove sono state rilevate ulteriori violazioni legate all’occupazione del suolo pubblico e alla documentazione sanitaria.
Fin qui la cronaca
La domanda che molti cittadini si pongono è però un’altra: serviva davvero un blitz per accorgersi di ciò che era sotto gli occhi di tutti?
Corso Finocchiaro Aprile è una delle principali direttrici commerciali della città. Da anni marciapiedi occupati, esposizioni che invadono gli spazi pubblici, merci sistemate oltre ogni limite consentito e difficoltà per il passaggio dei pedoni rappresentano una realtà nota a chiunque frequenti la zona. I blitz sono stati sporadici ma senza continuità e costanza.
Per questo l’operazione di controllo è certamente positiva, ma rischia di trasformarsi nell’ennesima iniziativa episodica se non sarà accompagnata da una presenza costante sul territorio. Il problema, infatti, non è tanto accertare l’abusivismo per un giorno, quanto garantire che le regole vengano rispettate ogni giorno.
Lo stesso vale per la viabilità e la vivibilità urbana. Occupazioni irregolari, esposizioni fuori controllo e utilizzo improprio degli spazi pubblici non rappresentano soltanto una questione amministrativa, ma incidono direttamente sulla sicurezza dei pedoni, sull’accessibilità dei marciapiedi e sulla qualità dello spazio urbano.
La notizia, quindi, non è che a corso Finocchiaro Aprile siano state trovate irregolarità. Quella era una realtà evidente da tempo.
La vera notizia sarà verificare se tra qualche settimana la situazione sarà cambiata oppure se tutto tornerà esattamente come prima, in attesa del prossimo comunicato e della prossima “scoperta”.



Guai se avessero parlato di una corsia preferenziale per agevolare il passaggio dei bus: alle vole la linea 124 impiega per oltre 15′ per attraversare questa strada.
O addirittura una pista ciclabile che avrebbe fatto “crollare” il commercio…

Bellissimo articolo al quale aggiungo: personalmente non alimento economie dove le irregolarità sono evidenti. Non posso sapere se un commerciante ha depositato la SCIA ma vedo se un tizio si apposta con la sua merce sulle strisce pedonali o se non fa lo scontrino o altro. Ecco: quello non vedrà mai un mio acquisto. Non ci sono venditori di frutta regolari in Corso Finocchiaro Aprile, è palese. Dal tizio che espone preparati lì dove passa la gente a quello che copre con il cellophane mezza anguria che poi espone al Sole. Chi ci va a comprare si crede furbo, non lo è.
non amo questo accanimento contro gli ambulanti. loro si inseriscono dove il comune non è in grado di valorizzare lo spazio. parcheggi a lisca di pesce intervallati da aiuole divelte trattate come pattumiere, alberi (robinie e anche un grande platano) capitozzati alla peggio.
guardate le immagini inizio novecento di corso olivuzza
https://ecointernazionale.com/2023/03/palermo-dimenticata-cera-una-volta-lolivuzza-e-la-signora-oliva/
gli ambulanti non sono la causa, ma l’effetto dell’abbandono. mi stanno simpatici, si buscano il pane e fanno un po’ di colore in una strada altrimenti grigia e degradata.
soluzioni: una linea tram che si sgancia da piazza einstein, scende per la noce e arriva al mare passando da corso olivuzza, tribunale (attuale area sopra il parcheggio), volturno, verdi, cavour).
abolizione di tutti i parcheggi e convenzione per i residenti sul parcheggio d paizza v.e. orlando.
ampliamento dei marciapiedi, con alberi e piste ciclabili
e vedreste come gli abusivi si trasferirebbero altrove.
piazza Indipendenza/corso Calatafimi, sono bastati due giorni, già al terzo giorno (ieri) tutto come prima!!! e da quella piazza passano decine e decina di volanti, decine di assessori e decine di consiglieri!!!!!
Credo che Piazza Indipendenza sia il simbolo della totale inefficienza dell’amministrazione comunale…nessun controllo delle regole stradali, nessuna cura del verde, marciapiedi dissestati, mancanza di scivoli pedonali, scarsa illuminazione e nessuna pista ciclabile di attraversamento (e sono decine le persone che in bici attraversano la piazza da corso Calatafimi verso porta nuova e viceversa).
Però il giardinetto davanti alla regione se lo tengono bello curato!!!!
Per inciso: ci sono passato il pomeriggio del giorno dopo. Tutto come prima. Il messaggio che vuole passare è che non gli importa dei controlli, loro sono al di sopra. La valenza di multare un nullatenente….
Sono per un commercio entro il perimetro della legalità: presidio di corso Olivuzza o incursioni settimanali dei VV. UU. Le azioni in tal senso spesso rivolte contro presunti nullatenenti potrebbero essere più incisive se gli abusivi rischiassero di perdere tutti i vari benefici e bonus che le nostre tasse gli comcedono.
Anche la ciclabile o il tram potrebbero riordinare la zona e ricondurre l’autogestione all’ordine.
La nostra città non merita l’abbandono, lo smarrimento della dignità ma deve ritrovare decoro con l’impegno di tutti coloro che si indignano perché la amano.
a mio parere non è che non gli importa dei controlli. Il problema è che tra un controllo (sequestro di merce ecc. ecc.) e l’altro, passano mesi, se non addirittura anni. Di conseguenza il danno subito dall’unico controllo è facilmente recuperabile/affrontabile.
Esempio: negli anni 2000, fu deciso il casco obbligatorio per tutti, la tolleranza per diversi mesi fu zero, tant’è che il 99% degli utenti iniziò ad indossare il casco, quasi anche i falchi. Ad oggi i controlli sono pari a zero e negli ultimi anni, il casco non lo mette quasi nessuno o peggio ancora lo mettono slacciato (a mio parere ancora più grave di non metterlo completamente).
IN SINTESI se i controlli fossero costanti nel tempo e non tolleranti, la grandissima maggioranza sarebbe costretta ad intraprendere nuove strade per svolgere il proprio lavoro.
Che Corso Camillo Finocchiaro Aprile è un problema ormai cronico è una realtà conosciuta da decenni.
Ripubblico un vecchio articolo, pubblicato su “Mobilita Palermo”, nel lontano 2019.
Nonostante gli anni la situazione è sempre la stessa.
“Corso Camillo Finocchiaro Aprile (corso Olivuzza) non è una strada qualunque: infatti collega il tribunale ,cioè il centro della giustizia palermitana, con Piazzetta del Sacro Cuore, il cuore del regno dei Florio e del liberty palermitano .
Tra le altre cose è anche una delle strada che i turisti percorrono per raggiungere il Palazzo della Zisa , simbolo di quel percorso arabo-normanno, tanto caro alla nostra “amministrazione”.
Perciò dovrebbe essere una strada ben tenuta e ben vigilata, invece ……è diventato un mercato a cielo aperto
A causa delle tante bancarelle abusive collocate tranquillamente sulla strada, il transito veicolare e costretto a procedere lentamente e con moooolta difficoltà, per non parlare degli autobus.
Nonostante siamo vicinissimi al palazzo dove si amministra la Giustizia purtroppo è diventata con il tempo simbolo del degrado e dell’illegalità diffusa della nostra città. Figuratevi che le stesse auto di scorta dei magistrati la evitano proprio per non rimanere imbottigliati nel traffico e per non ….vedere ( occhi che non vede …..) .
Perché si permette tutto ciò ? Quale accordo tacito esiste tra autorità e i tanti commercianti abusivi? Perché si sanzionano i commercianti regolari , con tanto di licenza e autorizzazioni e non si sanziona chi occupa strisce pedonali o zone blu?
Il problema è serio e non è da imputare solo a questa “amministrazione” comunale ma alla politica in generale.
Per decenni, ancor prima che arrivasse Orlando, si è tollerato tutto ciò, per una sbagliata concezione di “pace sociale” e alla fine l’abuso è diventata la regola.
E lo stesso discorso che sta alla base della tolleranza verso il “mercato dell’illegalità” di corso Tukory che nel tempo da problema, anche di “ ordine pubblico”, è diventato un “modello” legittimando il suo ruolo di….. “ammortizzatore sociale”
Quando i massimi rappresentanti “ politici e amministrativi” di questa città auspicano che tale esperienza “ può diventare un modello di intervento su diverse situazioni di criticità del territorio” significa che lo Stato, o meglio chi lo rappresenta a livello locale, si piega all’illegalità , ammettendo la propria impotenza.
In parole povero, lo Stato ( o il Comune o la Regione ) non ti da il lavoro o i servizi essenziali ma ti permette di “arrangiarti” come puoi.
E per “salvarsi la faccia” cercano di giustificare tale resa con “ motivazioni culturali e sociali”:
Tutto questo per non ammettere il proprio fallimento e per continuare a “ comandare”
E poi per giustificare tale situazione si arriva anche a modificare la storia e la geografia
” Palermo, per le sue peculiarità, somiglia più a Beirut che a Francoforte, o meglio, Palermo è una città mediorientale che però si trova in Europa”
COMPLIMENTI